Gita a Ravello
Gita a Ravello del 4 Aprile 2012
Da Napoli a Ravello in macchina.
Siamo partiti per Ravello al mattino, trovandoci ben presto nel traffico dei pendolari che entravano a Napoli dalla tangenziale, ma la strada ha iniziato a liberarsi non appena ci siamo allontanati da Napoli. Su consiglio degli abitanti Costieri, per raggiungere Ravello siamo usciti dall'autostrada ad exits at Angri, e passando per il Valico di Chiunzi, attraversando la Riserva Naturale dei Monti Lattari abbiamo raggiunto Ravello in poco più di un'ora e mezzo.
Oltre ad essere più rapida questa strada è anche molto bella, si passa dai terrazzamenti di limoni e di vigne, ai boschi di larici e pini sui monti Lattari che conservano ancora un cuore selvatico, popolato da personaggi e scorci dei più strani e affascinanti.
infatti attraversando i Monti Lattari abbiamo potuto vedere con i nostri occhi la stagionalità dei lavori lefati alla natura, con molti uomini che tagliavano gli alberi per accumulare la legna per l'inverno e soprattutto per recidere le parti troppo secche per diminuire la probabilità di incendi nel periodo estivo. Mentre ero persa in questi pensieri siamo arrivati a Ravello: la strada è improvvisamente diventata più stretta, e gli autisti forestieri iniziano ad avere seri problemi di gestione dello spazio.
La differenza tra autisti locali e nuovi arrivati è veramente lampante, e se l'autista forestiero con cui siete in macchina riesce a non avere una crisi di panico è anche abbastanza divertente! Fondamentalmente il trucco sta nel non fare assolutamente nulla, e lasciare che i più esperti risolvano la situazione, soprattutto quando si tratta degli autobus della SITA così sproporzionati rispetto alle dimensioni di queste strade, eppure così agili!
Quando eventualmente siamo riusciti ad arrivare al centro di Ravello, il nostro primo problema è stato dove parcheggiare la macchina, senza che i soldi della nostra gita se ne andassero tutti in parcheggio. Bisogna stare attenti e capire in anticipo dove conviene parcheggiare, assolutamente sconsigliato il parcheggio su Via della Repubblica prima del tunnel che conduce a Villa Rufolo, visto che la tariffa è di 5 euro l'ora e va pagata anticipatamente. Per chi come noi, non sa con esattezza l'ora in cui se ne andrà e non vuole avere l'ansia del tempo mentre si sta godendo le bellezze di Ravello, su consiglio dei tassisti del posto, siamo andati a parcheggiare nel parcheggio pubblico subito "sotto" Piazza Duomo, e quindi anch'esso vicinissimo a Villa Rufolo, dove si paga 2.50 euro all'ora quando si ritira la macchina.
Dal parcheggio abbiamo raggiunto tramite una breve scalinata la Piazza Duomo, dove siamo stati accolti da un'atmosfera molto gioviale e rilassata. I bambini correvano liberi nella piazza sotto gli occhi tranquilli e satolli dei genitori seduti in qualche bar o sulla scalinata del Duomo.
Per integrarci con l'atmosfera di estremo svago, siamo andati a prendere un caffe, seduti anche noi al bar a guardare la piazza e i passanti. Ora che anche noi eravamo stati catturati da Ravello, il giro poteva cominciare. Ci siamo diretti subito verso Villa Rufolo, dove gruppi di turisti di tutto il mondo si accalcavano all'ingresso in attesa di entrare, oppure leggendo i tanti pannelli informativi sulla villa e sulle attività culturali di Ravello. Essendomi documentata prima di venire a Ravello, abbiamo saltato i pannelli informativi e ci siamo diretti subito alla biglietteria. Il costo del biglietto è 5 euro, con riduzioni solo per studenti in possesso della CARD ISC. Villa Rufolo è un vero e proprio concentrato di bellezza, energia e colori. .
Appena abbiamo varcato la seconda torre, che conduce dentro la villa, siamo stati pervasi da un senso di felicità e di stupore, ovunque giravamo lo sguardo trovavamo qualcosa di cui diventare entusiasti: i fiori, l'architettura, la musica in sottofondo, e ovviamente la meravigliosa vista sul Mediterraneo.
Per quasi un'ora ho continuato a cercare nuovi scorci e spostamenti di prospettiva sul panorama, saltando da una terrazza all'altra, da una pergola di glicine a una di gelsomini, scorgendo il mare tra le colonne della villa, poi dalle finestrelle, poi da dietro agli alberi e così via. Personalmente non posso dirmi esperta di fiori e piante, ma immagino che chiunque abbia un po' di pollice verde e passione per i giardini, qui a Villa Rufolo potrebbe impazzire dalla gioia, per l'enorme varietà di fiori, piante e composizioni disseminati per tutta la villa. Per quanto mi riguarda sono rimasta molto colpita dalle sculture di Igor Mitraj esposte nella villa, e incorniciate buffamente dai lavori di manutenzione in vista dell'intensa stagione concertistica estiva.
L'aria fresca, i colori vividi e selvatici della natura ed il mio ininterrotto entusiasmo per quel luogo mi hanno rapidamente provocato un certo appetito, e quindi appena fuori dalla villa ci siamo fermati a mangiare un panino all'omonimo Panino Bar, per godere ancora un po' della tranquilla e felice atmosfera di piazza, con turisti stranieri e una scolaresca che inesorabilmente si stava appropriando di tutti i tavolini del bar.
Ora che la fame si era placata, siamo entrati nel Duomo di Ravello, che si affaccia sulla Piazza, in maniera maestosa ma discreta, così come l'architettura e i decori al suo interno. Il Duomo di Ravello è una delle poche chiese sulla Costiera ad essere scampata alle ristrutturazioni barocche, e quindi conserva ancora intatta la delicatezza e l'armonia dello stile moresco, un'architettura semplice lineare, arricchita da dettagli meravigliosi. Su tutto risalta il pulpito sorretto sulle spalle di quattro leoni, illuminato da mosaici cangianti verde e oro. Il mio trasporto per il Duomo di Ravello ha raggiunto l'apice quando ho visto che le cappelle erano illuminate da candele vere, e non da quei lumini lettrici così poco liturgici che si usano nella maggior parte delle chiese di oggi. Sarà un piccolo dettaglio, ma queste candele vere, con un ero fuoco che illuminava i dipinti e le speranze dei fedeli, hanno suscitato in me un'emozione che da tempo non provavo più entrando in Chiesa.
In un certo senso il Duomo di Ravello rispecchia l'atmosfera che si vive in città, semplice eppure ineguagliabilmente elegante, con dettagli accurati che la rendono speciale.
La nostra meta successiva era Villa Cimbrone, e per raggiungerla abbiamo avuto l'occasione per girare un po' le piccole viuzze di Ravello, dove inaspettatamente si aprono scorci sul mare e su ville e hotel da favola.
Si trovano ville di tutti i tipi, rustiche, sontuose, minimaliste, biologiche, veramente per tutti i gusti. Qui ho capito cosa si intende quando si parla di business dei matrimoni a Ravello. Ogni negozio, villa o persona che abbia a che fare con il turismo da queste parti, sembra considerare ogni coppia che si tiene per mano come possibili sposini...
Arrivando a Villa Cimbrone la strada diventa più stretta e isolata, preannunciando che ci si avvicina a qualcosa di meraviglioso, ovvero la sontuosa Villa Cimbrone. Un grande cartello sulla torre annuncia l'ingresso alle folle di turisti stupiti dalla bellezza del paesaggio. Il biglietto costa 6 euro, che potrebbe sembrare eccessivo all'inizio al confronto con le altre attrazioni locali, ma appena si mette piede nel giardino, si viene ipnotizzati dall'esplosione di colori e forme delle piante, che qualsiasi pensiero venale andrà inesorabilmente perduto. Camminare per Villa Cimbrone è come ritrovarsi in un giardino incantato, e nessuno si sorprenderebbe se Alice spuntasse da un albero inseguendo il bianconiglio, e poi se dallo stesso albero uscissero delle elegantissime dame XIX secolo, con lunghi vestiti e ombrellini parasole, commentando i pettegolezzi del momento.
Poi quando ci si trova davanti alla statua di Bacco, tutto diventa più chiaro, e le stravaganze della Villa acquisiscono tutte un senso: Villa Cimbrone è luogo di goduria e di lusso. Qualsiasi altra attività che non rientri in questi parametri deve rimanere fuori.
Una volta carpita questa fondamentale informazione anche noi ci siamo lasciati andare e ci siamo fatti trasportare dal vento della Villa. Abbiamo passato un tempo indefinibile sulla terrazza dell'infinito, a guardare il mare, le scogliere, le statue, i limoni coperti per l'inverno e poi di nuovo il mare. Non esiste limite al tempo che si potrebbe passare nella Villa, ci sono così tanti fiori, alberi, cespugli, angoli nascosti, piccoli terrazzini, che un giorno potrebbe esaurirsi molto rapidamente. Ovviamente se si è in dolce compagnia si può sempre optare per una stanza all'elegantissimo Villa Cimbrone Hotel, all'ingresso della Villa, con piscina e solarium che si affacciano sullo stesso panorama o quasi della Terrazza dell'Infinto...
Non potendoci permette l'hotel, abbiamo assorbito quanto più possibile da Villa Cimbrone e ci siamo avviati verso il centro del paese. Questa vola abbiamo percorso una strada differente, e a metà strada siamo arrivati "per caso" davanti ad un laboratorio di limoncello shop, dove neanche il tempo di entrare e già ce ne avevano offerto un assaggio. Delizioso! Ne abbiamo immediatamente comprato una bottiglia e poi vedendo che oltre al limoncello producevano anche altri liquori artigianali abbiamo assaggiato e comprato anche un ottimo finocchietto. Fieri dei nostri acquisti siamo tornati in piazza dove l'atmosfera era cambiata, con gruppetti di persone in abiti eleganti che si dirigevano verso Villa Rufolo e verso l Auditorium Niemeyer per qualche concerto di musica classica. Il sole stava iniziando a calare, e con la brezza del tardo pomeriggio ci siamo diretti verso il retro del Duomo, nella parte di paese in cui non eravamo ancora stati. Dopo una breve salita siamo arrivati al belvedere della Principessa di Piemonte , davanti al Municipio, e vicino ad alcuni degli hotel più esclusivi di Ravello. Questo angolo della cittadina è molto intimo e racchiuso, il punto ideale dove scattare un'ultima foto e dare il nostro arrivederci a Ravello.
Il viaggio di ritorno è andato liscio, soprattutto perchè siamo riusciti ad attraversare il Valico di Chiunzi, quando il sole illuminava ancora la strada, che così tortuosa poteva diventare un po' ostica senza alcun tipo di illuminazione stradale.
L'inconveniente di andare via verso le 19.30 è che rientrando a Napoli abbiamo trovato tutto il traffico dell'esodo e del rientro dei pendolari, sia ad Angri e poi di nuovo a Napoli.
La memoria delle meraviglie di Ravello era ancora così viva nei nostri occhi, che nemmeno 20 minuti intrappolati nel traffico sono riusciti a farci innervosire.
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