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Gita a Praiano e Positano

Praiano - Veduta Positano

Gita a Praiano e Positano

12 Aprile 2012

Nonostante il tempo non fosse proprio soleggiato, dopo qualche esitazione, ci siamo convinti comunque a partire per la Costiera Amalfitana, per visitare Praiano e Positano. In molti ci avevano detto che questi due paesi sono tra i più belli della Costiera e dunque nonostante l'incertezza meteorologica, ci siamo messi in auto e incapaci di resistere alla curiosità.

Da Napoli la strada migliore per arrivare a Positano e Praiano passa attraverso Sorrento, ovvero si lascia l'autostrada a Castellammare di Stabia, per superare la punta estrema del Golfo di Napoli sopra Sorrento, attraverso Meta di Sorrento. Il tratto di strada lungo la costa è meraviglioso, regalando un panorama sul Golfo di Napoli completamente opposto a quello che si è abituati a vedere in città. Il Vesuvio è spostato sulla destra e la città si distende gentilmente alle sue pendici fino a toccare il mare fino alla punta opposta di Monte di Procida e Baia. In realtà questo scorcio su Napoli è tra i più conosciuti, poiché è quello generalmente usato nelle cartoline, per racchiudere in un'inquadratura i tratti salienti del magico Golfo, che ancora una volta è riuscito a emozionarmi, con la sua aura magica e ricca di indicibili segreti: pura poesia! Sfortunatamente il mio slancio lirico guardando il Golfo di Napoli è stato bruscamente interrotto entrando nel centro città di Meta di Sorrento, dove una lunghissima coda di macchine ci ha costretto a ritardare la nostra tabella di marcia di oltre un'ora. Chiedendo ai vigili cosa fosse successo mi è stato risposto che c'erano dei lavori, ma gente che era già stata su quel tratto di strada in realtà sostiene che quel punto è sempre critico, a causa di un incrocio gestito male, dove partono le diramazioni per la Costiera e per Sorrento. Purtroppo non avevamo previsto questo intoppo e la coda a Meta di Sorrento ci è costata quasi un'ora del nostro viaggio, quindi consiglio di tenere presente questa eventualità se si decide di recarsi in Costiera in auto passando da Meta di Sorrento...

Come al solito però, la Costiera Amalfitana è in grado di riparare anche al più fastidioso inconveniente. Una volta superato il fatidico incrocio infatti si sono stagliate davanti a noi le Isole Li Galli, cancellando immediatamente tutto il nervosismo per il tempo sprecato. Anzi anche le condizioni meteo non proprio favorevoli, ci hanno regalato una luce molto particolare, in grado di rendere le Isole ancora più suggestive. Osservandole estasiate non ho avuto dubbi sul fatto che Li Galli siano popolate da bellissime sirene ammaliatrici, ho ritrovato le isole che immaginavo da bambina leggendo l'Odissea. Così presa dal panorama che si apriva alla mia destra non mi sono resa conto che anche a sinistra il paesaggio era cambiato drasticamente e sopra di noi si alzavano scogliere di tufi striate in tutti i colori della terra e incoronate da un verdissima vegetazione. Stavamo entrando a Positano, finalmente eravamo arrivati!

Positano si rivela lentamente dalla strada, la prima cosa che si incontra è un'insegna che da il benvenuto in città, poi alcuni banchi e furgoncini colorati dei venditori di frutta, iniziano ad abituare l'occhio ai colori sgargianti che si incontrano subito dopo nelle case incastonate nelle rocce. E ancora colori fuoriescono dai numerosi negozi di fiori e di ceramica. Ora la strada si fa molto stretta, e il guidatore si fa un po' più ansioso; ma correndo ai ripari contro le crisi degli autisti neofiti, il Comune di Positano ha affisso cartelli che vietano assolutamente l'uso del clacson, quindi anche il conducente più agitato è costretto a calmarsi e lasciare che sia la strada a condurlo a destinazione.

A causa dell'inconveniente a Meta di Sorrento abbiamo deciso di risparmiare un po' di tempo dirigendoci direttamente a Praiano, per fare ritorno a Positano nel pomeriggio, per goderci il tramonto nella mitica Marina Grande. Quindi abbiamo proseguito la strada, e dopo pochi minuti siamo giunti a Praiano. Qui il paesaggio è piuttosto omogeneo con il precedente, ma l'architettura e la struttura del Paese sono invece molto diversi. Ci siamo resi conto della peculiarità della struttura di Praiano immediatamente, chiedendo, in maniera ingenua, dove fosse il centro del paese, al ché con uno sguardo sorpreso ci è stato risposto che Praiano non ha un centro, ma zone diverse ognuna con il suo centro con tanto di chiesa e piazza. Non trovando parcheggio sulla statale SS163 che attraversa la parte bassa di Praiano, Vettica Maggiore, siamo saliti verso la zona di San Luca, dove abbiamo trovato un posto proprio alla fine della strada al limitare dell'ingresso alla Piazza della Chiesa di San Luca. Il viaggio era stato piuttosto lungo e avevamo bisogno di stendere le gambe e uscire dalla macchina. Con nostra grande sorpresa uscendo dalla macchina abbiamo scoperto alle nostre spalle un incredibile belvedere, dove la vista si apre sulla Costiera da Est fino a Positano e Li Galli a Ovest. Meravigliosa!

Finalmente era uscito anche il sole, e la gita a Praiano non avrebbe potuto avere inizio migliore. Abbiamo seguito le indicazioni verso la Piazza di San Luca, e superato una breve cunicolo, ci siamo ritrovati in un Piazza che sembrava dipinta, affacciata sul mare e incorniciata da case bianche di gesso, terrazze, e i colori dei fiori. In mezzo alla Piazza spostata sulla sinistra la Chiesa di San Luca anch'essa bianca, semplice e comunque maestosa come il paesaggio intorno. Nella Piazza si era riunito un gruppo di uomini veterani all'aspetto di quegli appuntamenti mattutini su una panchina della piazza, dove ogni tanto passavano dei bambini giocando a calcio o correndo anche loro rispettosi della quiete di quel luogo. Vedendo questa scena di quotidiana vita a San Luca ho immaginato che crescere in questi luoghi è veramente un privilegio: poter vivere in strada liberi e tranquilli, consapevoli che in caso di necessità tutti ti conoscono e ti aiuteranno, senza automobili o altro che possa disturbare, liberi di giocare e correre.

Persa in questa piccola riflessione di bambina cresciuta in una grande città, sono arrivata alla Chiesa di San Luca, che dall'esterno sembra una presenza benevola a sorvegliare che la tranquillità della Piazza non venga disturbata. L'interno invece non coincide con l'immagine quieta e candida che si ha entrando, tutt'altro, un intervento decorativo molto contemporaneo ha riempito ogni angolo della Chiesa con colori e decorazioni molto sgargianti, impossibili da indovinare (e da mettere in relazione) con le linee semplici dell'architettura. La caratteristica più interessante di questo patchwork di stili e colori è senza dubbio il pavimento, dove di tanto in tanto si incontrano dei quadrati di maiolica evidentemente molto pregiati, che come racconta la gente del posto, il parroco ha recuperato da una Chiesa dove erano stati rimossi per essere buttati. Questo aneddoto e in realtà anche le decorazioni abbondanti mi hanno fatto comprendere quanta vita e partecipazione anima la Chiesa di San Luca, dove ognuno cerca di lasciare il suo, marcandolo come luogo di preghiera e aggregazione ancor prima che come attrazione per turisti.

Prima di incamminarci verso Vettica Maggiore, la parte inferiore di Praiano, abbiamo continuato il nostro giro per San Luca, proseguendo l'esplorazione lungo una piccola stradina alle spalle della Chiesa. Qui dopo poco abbiamo incrociato una edicola votiva del 1500, e girandoci verso il mare abbiamo potuto indovinare alcune meravigliose terrazze delle ville che costeggiano la stradina. A questo punto la fame si è fatta sentire e rendendoci conto che proseguire avrebbe fare un bel po' di scale per tornare indietro, abbiamo preferito ritornare sui nostri passi e andare verso la macchina. Si è presentato di nuovo il dilemma automobile o scalinate infinite, e cedendo alla pigrizia abbiamo corso il rischio di non trovare parcheggio e siamo scesi in automobile verso Praiano bassa, per mangiare un boccone e proseguire la gita. Fortunatamente sulla discesa che conduce alla statale abbiamo trovato un ottimo parcheggio per lo più gratuito, a pochi passi da un ristorante con terrazza e vista sulla Piazza di San Gennaro, il mare e Positano. Senza alcuna esitazione ci siamo accomodati nella terrazza e dove il sole oramai alto ha scaldato un pranzo senza pretese, con servizio cortese e molto abituato al turismo, con tassativo sorbetto di limone offerto dalla casa.

Riguadagnate le forze, eravamo pronti a visitare la Chiesa di San Gennaro per poi perderci tra le tante scalinate di Praiano. Nella piazza alcuni turisti si stavano godendo il sole spuntato inaspettatamente dopo il temporale del giorno prima e i grossi nuvoloni della mattina. Non potendo esimerci dal momento luculliano, anche noi ci siamo sdraiati sul muretto della Piazza per avviare al digestione perdendo lo sguardo sulla Chiesa di San Gennaro e su Positano. Se volevamo raggiungere e dedicare una parte della giornata anche a Positano però quella pausa non poteva protrarsi a lungo, e dopo una decina di minuti ci siamo decisi a entrare nella Chiesa, lieti di trovare quella frescura tipica delle Chiese del Meridione.

La caratteristica della Chiesa di San Gennaro che immediatamente risalta su tutto il ricco apparato decorativo è il pavimento maiolicato, con disegni a colori vivaci del sole, di uccelli e di altri simboli religiosi legati alla natura. Edotta sull'importanza di San Gennaro a Napoli, trovandomi di fronte ai tanti reliquiari del Santo a cui è dedicata la Chiesa ho provato una certa emozione, poiché non avendo mai partecipato alla ricorrenza del 19 Settembre a Napoli, questo è stato il mio primo incontro con San Gennaro.

Alle spalle della Chiesa ci siamo incamminati lungo una scalinata che scendeva verso la spiaggia di Praiano lungo Via dell'Amore, un intreccio di viuzze, vicoli, archi e scalinate, tra ville bianchissime e improvvise esplosioni di vegetazione e di giardini esotici. Ma Positano ci chiamava, le gambe presagivano la fatica del ritorno e allora prima di desistere dal visitare anche Positano siamo tornati verso la macchina e ci siamo rimessi in cammino.

Raggiunta Positano abbiamo impiegato un po' di tempo per trovare un parcheggio adeguato, ovvero non stroppo distante dalle scale che conducono al centro del paese, dove le automobili sono totalmente vietate. In realtà se si ha del tempo a disposizione, appena fuori dal centro si trova parcheggio in abbondanza lungo la ss163, ma avendo poche ore prima di fare ritorno, è stato meglio per noi trovare un posto proprio sopra una delle scalinate che conduce al paese. Il sole stava iniziando a calare, nascondendosi alle spalle delle case sul versante Ovest di Positano, illuminando ul paesaggio con una luce molto suggestiva. Scendendo la strada principale che conduce verso Marina Grande sono rimasta molto colpita dalla quantità di Alberghi, Hotel, B&B disseminati in ogni dove. Chiaramente lo sforzo e l'intento dell'industria del turismo in questi luoghi cerca di soddisfare (e magari creare) ogni sorta di esigenza, a scapito però dell'autenticità del vero paese di Positano, di cui è difficile scorgere anche il più minimo resto. Ovviamente nelle stradine piene di negozi coloratissimi, di vetrine organizzate impeccabilmente e soprattutto in armonia con il contesto, Positano continua a esercitare un certo fascino. C'è da dirsi però che a volte la quantità di esibizione di merce, fa sì che anche il turista sembra un po' esibito e chiaramente a molte persone piace questa sensazione di fare parte di un quadro, indipendentemente se autentico meno, a me invece sconvolge un po'. Questo turbamento crolla ogniqualvolta che tra i pergolati di glicine, o attraverso i giardini di limoni si scorge un pezzetto del panorama sul mare al tramonto, e le considerazioni mentali lasciano spazio alle inevitabili emozioni di pancia. Attraversando il centro di Positano si è sottoposti a una grande quantità di stimoli, tra colori, odori, lingue, tessuti, indicazioni e dopo un po' nasce l'esigenza di trovare uno spazio aperto, e proprio in quel momento si raggiunge la Chiesa di Santa Maria dell'Assunta, e la piccola piazza aperta sul mare, da cui sfoga tutta la pressione accumulata nei vicoli.

In qualsiasi cartolina di Positano si può riconoscere la coloratissima cupola maiolicata di Santa Maria dell'Assunta, con il giallo, il verde ed il blu che rispondono alla natura intorno. La chiesa domina e protegge Marina Grande, e le folle di turisti intenti in ogni sorta di svago lungo la spiaggia dal mattino fino a notte inoltrata. All'interno della Chiesa la cupola ed il soffitto sono decorato con stucchi pregiati e semplici, e dal lato opposto rispetto alla cupola si trova invece un maestoso organo che scintilla proprio sopra la porta di ingresso. Le decorazioni della chiesa sono molto ricche e colorate ma riescono ad essere eleganti, in un interessante gioco di colori in tutte le variazioni tra l'oro e il verde. Si vede che il talento dell'abbinamento di colori a Positano ha permeato ogni aspetto della vita del paese, non solo la moda.

Prima di rimetterci in viaggio verso Napoli, non potevamo esimerci da una sosta sulla spiaggia di Marina Grande. Scendendo l'ultima scalinata della giornata dalla Piazza di Santa Maria dell'Assunta siamo arrivati in spiaggia. Il sole oramai stava veramente tramontando e prima che se ne andasse definitivamente abbiamo fatto una passeggiata lungo la spiaggia. Con quella luce lì, è stata una camminata breve ma intensa! La maggior parte degli stabilimenti balneari erano ancora chiusi, dunque la gente era sparsa liberamente lungo la spiaggia a godersi gli ultimi raggi di sole, con i bambini che giocavano felici con le onde sulla riva. L'atmosfera era molto piacevole e non ricordava per niente la calca che avevamo appena attraversato lungo le stradine del centro. Si condivideva tutti in tranquillità uno dei momenti più belli della giornata. Per restare ancora un po' in questa bolla di magia, abbiamo preso una cosa da bere, in uno dei pochi bar aperti sul lungomare. Seduti qui sorseggiando un cocktail, abbiano capito il fascino di questo paese, nonostante le folle, nonostante i negozi e nonostante l'artificio, permane un qualcosa di speciale che inevitabilmente fa innamorare chiunque di questo meraviglioso angolo di mondo.

Ora che finalmente avevamo fatto pace con il nostro primo impatto un po' conflittuale con Positano era l'ora di andarsene. Per tornare però, magari più a lungo, lasciando che Positano lentamente ci racconti i suoi segreti.

Ritratto di s.martufi
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Serenella Martufi (Nella Sera) Viaggiare: vedere segreti e storie di ogni angolo di mondo Travelling: discover secrets & stories hidden in every corner of the world